{"id":379,"date":"2023-05-02T23:52:35","date_gmt":"2023-05-02T21:52:35","guid":{"rendered":"https:\/\/koban3.me\/?p=379"},"modified":"2023-05-04T13:51:55","modified_gmt":"2023-05-04T11:51:55","slug":"identikit-bucolico-di-un-hacker-parte-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/koban3.me\/index.php\/2023\/05\/02\/identikit-bucolico-di-un-hacker-parte-1\/","title":{"rendered":"Identikit bucolico di un hacker &#8211; Parte 1"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"379\" class=\"elementor elementor-379\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-7c25c0f elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"7c25c0f\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-72a3699\" data-id=\"72a3699\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9b60599 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"9b60599\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/koban3.me\/wp-content\/uploads\/elementor\/thumbs\/421181fc3636cd6d3ba7c935d179ac6e-q5xvze6abiq293mcx7a2cgtadtim1x8rtydk9hiylc.jpg\" title=\"\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-91fc4aa elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"91fc4aa\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-large\">Prefazione<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0857ceb elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"0857ceb\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Spesso ci sono argomenti di cui \u00e8 molto difficile parlare, perch\u00e9 si ha una grande responsabilit\u00e0 nei confronti del soggetto di cui si parla e l&#8217;articolo che vi apprestate a leggere \u00e8 uno di questi.<\/p><p>Se si cercassero su internet informazioni riguardo agli hacker e tutto quello che vi orbita intorno, si troverebbero tonnellate di elementi. Articoli (pi\u00f9 o meno dettagliati), libri, film, podcast, e chi pi\u00f9 ne ha e pi\u00f9 ne metta! Buoni, brutti, cattivi, col cappello e senza, chi con la bandiera del JollyRoger e chi con la bandiera con il simbolo del dollaro. Ma raramente qualcuno ha provato a rispondere alla domanda: &#8220;Ma cosa scatta nella mente di un hacker e lo spinge ad emergere?&#8221;.<\/p><p>Con questo articolo provo a dare una risposta sincera a questa domanda. Un identikit che potrebbe nascere da una chiacchierata tra amici in una sera d&#8217;estate davanti a una birra.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-11a2464 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"11a2464\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-large\">Dannati ragazzini, sono tutti uguali!<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6db65c1 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"6db65c1\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Iniziava cos\u00ec\u00a0<i>The Mentor<\/i>\u00a0il suo &#8220;manifesto hacker&#8221; [Wikipedia: <a style=\"background-color: #ffffff;\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Manifesto_hacker\">Manifesto hacker<\/a>]. Era una chiara allusione alla cultura di massa nei\u00a0 confronti di una categoria poco conosciuta all&#8217;epoca, quasi mitologica. Non che oggi, 2023, siano cambiate molto le cose. Anzi, \u00e8 aumentata ancora di pi\u00f9 la confusione e la maggior parte dei media con le loro notizie &#8220;un tanto al kilo&#8221; fatte solo per generare traffico non aiutano di certo.<\/p><p>Ogni volta che si parla di hacker, spesso in modo improprio, \u00e8 come se si parlasse in modo asettico di numeri in una lista. Ma dietro quel nome, o quel nickname, c&#8217;\u00e8 una persona in carne ed ossa, con una storia e un vissuto. E di questo vorrei cercare di parlare, per cercare di ridare un contesto e una dignit\u00e0 a una persona spesso etichettata banalmente come un criminale.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8f8486e elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"8f8486e\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-large\">Curiosity killed the cat<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d9603a3 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"d9603a3\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>&#8220;Curiosity killed the cat, and satisfaction brought it back&#8221;<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8a1eb8f elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8a1eb8f\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t&#8220;La curiosit\u00e0 uccise il gatto e la soddisfazione lo riport\u00f2 in vita&#8221;. Penso che sia la frase perfetta a racchiudere in se tutta la mentalit\u00e0 hacker. Semplice, breve e coincisa. Niente da aggiungere. Un hacker \u00e8 una persona che vuole sapere: come funziona, com&#8217;\u00e8 fatto qualcosa o qualcuno, anche a costo di giocare con il fuoco, perch\u00e9 quel fuoco ce l&#8217;ha gi\u00e0 nelle sue vene.\n\nSe qualcuno mi chiedesse di provare a rappresentare con un disegno un hacker, penso che l&#8217;immagine pi\u00f9 adatta sia una persona con un cacciavite in mano. Lo strumento che per antonomasia serve sia per montare ma anche per smontare qualcosa. E l&#8217;hacker lo usa in entrambi i versi. Prima per smontare qualcosa per capire come funziona e com&#8217;\u00e8 fatto e poi per rimontarlo, magari con qualche modifica apportata da lui, perch\u00e9 magari gli piace di pi\u00f9 in quel modo o perch\u00e9 non lo soddisfa in pieno e allora bisogna intervenire e metterci le mani.\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ed4e2a1 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"ed4e2a1\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>&#8220;Metterci le mani su&#8221; \u00e8 l&#8217;imperativo<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-63b59eb elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"63b59eb\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Che poi parliamoci chiaro, la curiosit\u00e0 \u00e8 il motore che ha spinto l&#8217;evoluzione per millenni!<\/p><p>Questo chiaramente non significa che sia la strada pi\u00f9 sicura da seguire, potrebbe essere pericolosa, spesso letale. Prendiamo per esempio la storia di Adamo ed Eva: stavano nel giardino dell&#8217;Eden, tranquilli e beati a cazzeggiare tutto il giorno. L&#8217;unica cosa che non potevano fare era, guarda caso, mangiare i frutti dell&#8217;albero della conoscenza che Dio aveva piantato. Poi un giorno arriva un serpente brutto e cattivo che li convince a coglierne i frutti e loro, povere anime innocenti, assecondano la sua volont\u00e0 e Dio, dopo essersi strappato la barba dalla furia, li sbatte sulla terra condannandoli a dolori e sofferenze per l&#8217;eternit\u00e0 perch\u00e9 hanno osato disobbedire.\u00a0<\/p><p>Ecco, io penso invece che il serpente era la curiosit\u00e0, che Adamo ed Eva non erano degli sprovveduti che si lasciavano incantare, e anzi, la curiosit\u00e0 li ha solo risvegliati dal torpore del non fare niente tutto il giorno e accesi dal desiderio di scoperta hanno deciso volontariamente di trasgredire le regole accettandone le conseguenze. Per me, erano dei fottuti hacker primordiali!<\/p><p>Parecchi secoli pi\u00f9 tardi anche un tizio di Pisa, un certo Galileo, rischi\u00f2 grosso a causa della sua curiosit\u00e0 e alla sete di conoscenza. Si mise in testa che secondo lui, non era il sole a girare intorno alla Terra ma il contrario. E ne era cos\u00ec convinto che si costru\u00ec pure un telescopio per verificarlo. Si costru\u00ec un mezzo da zero. Ricordate la storia del cacciavite di cui parlavo prima? Ecco, questa voglia di conoscenza e di capire come funziona l&#8217;universo per\u00f2 gli cost\u00f2 caro e non fin\u00ec a fare compagnia alle patate arrosto per un pelo.<\/p><p>Bellissimo fu anche l&#8217;aneddoto raccontato nel libr<i>o &#8220;Hackers&#8221;<\/i> di Steven Levy (consigliatissimo!) dove raccontava le vicende dei primi hacker del MIT. Al tempo i computer a disposizione erano grossi quanto un&#8217;intera stanza e per aggiungere delle funzionalit\u00e0 ai programmi bisognava fare letteralmente delle modifiche all&#8217;hardware. Ma dato che questi computer costavano quanto una casa in centro a Milano, l&#8217;accesso era limitato e contingentato. Quindi come fare? Semplice, agivano di notte quando i controlli erano minori.\u00a0<\/p><p>Questo chiaramente fece infuriare la direzione che cerc\u00f2 di bloccarli in tutti i modi, soprattutto mettendo sotto chiave l&#8217;hardware, ma fall\u00ec miseramente, perch\u00e9 gli hacker erano sempre un passo avanti a loro e riuscivano sempre ad aprire le serrature. Questa escalation and\u00f2 avanti per un p\u00f2 di tempo, finch\u00e9 la direzione non dovette arrendersi e stringere un patto con loro dandogli libero accesso, salvo per\u00f2 il mantenere la segretezza della notizia per &#8220;evitare figuracce&#8221;.\u00a0<\/p><p>Ma in tutto questo la parte pi\u00f9 divertente fu la considerazione degli hacker riguardo a questa vicenda:<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-49bf9b0 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"49bf9b0\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>&#8220;Avere una serratura chiusa a chiave era come un invito ad aprirla&#8221; (e come biasimarli?)<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prefazione Spesso ci sono argomenti di cui \u00e8 molto difficile parlare, perch\u00e9 si ha una grande responsabilit\u00e0 nei confronti del soggetto di cui si parla e l&#8217;articolo che vi apprestate a leggere \u00e8 uno di questi. Se si cercassero su internet informazioni riguardo agli hacker e tutto quello che vi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[19],"tags":[],"class_list":["post-379","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-mix"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/koban3.me\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/379","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/koban3.me\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/koban3.me\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/koban3.me\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/koban3.me\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=379"}],"version-history":[{"count":99,"href":"https:\/\/koban3.me\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/379\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":559,"href":"https:\/\/koban3.me\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/379\/revisions\/559"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/koban3.me\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=379"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/koban3.me\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=379"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/koban3.me\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=379"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}